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Pedro J. Peinado Báez
Di · Socio fondatore
Pubblicato il

Visto per Nomadi Digitali in Spagna 2026: requisiti, iter e fiscalità

Visto per nomadi digitali in Spagna - guida a requisiti e iter - Satya Legal

La Spagna è diventata una delle destinazioni preferite al mondo per il lavoro da remoto internazionale: clima, connettività, costo della vita ragionevole e, dalla Legge Startup 28/2022, un permesso di soggiorno su misura per chi lavora da remoto per aziende con sede fuori dalla Spagna. È il cosiddetto visto per nomadi digitali (formalmente, autorizzazione di soggiorno per il telelavoro di carattere internazionale). In questa guida spieghiamo chi può richiederlo, i requisiti in vigore nel 2026, le due vie di richiesta, i tempi, il ricongiungimento familiare e —la parte che quasi nessuno pianifica bene— la fiscalità e il suo collegamento con la Legge Beckham.

In sintesi

  • Consente ai cittadini di paesi terzi (fuori da UE/SEE/Svizzera) di risiedere in Spagna lavorando da remoto per aziende situate fuori dal paese.
  • Due profili: dipendenti (di un'azienda estera) e autonomi (freelance), che possono fatturare ad aziende spagnole purché non superino il 20 % della loro attività.
  • Requisiti chiave: attività reale dell'azienda da almeno 1 anno, rapporto di lavoro o professionale pregresso di 3 mesi, un titolo di studio o 3 anni di esperienza e redditi pari ad almeno il 200 % del salario minimo (SMI).
  • Due vie: visto al consolato (fino a 1 anno) o autorizzazione di soggiorno richiesta in Spagna presso l'UGE-CE (fino a 3 anni, rinnovabile).
  • Decisione entro 20 giorni lavorativi con silenzio amministrativo positivo; consente il ricongiungimento familiare contestuale.
  • Possibilità di optare per il regime degli impatriati (Legge Beckham): imposizione forfettaria del 24 % fino a 600.000 €.

1. Cos'è il visto per nomadi digitali

La Legge Startup 28/2022 ha modificato la Legge 14/2013 di sostegno agli imprenditori e alla loro internazionalizzazione e ha introdotto una nuova figura nella sezione sulla mobilità internazionale: l'autorizzazione di soggiorno per il telelavoro di carattere internazionale, comunemente nota come visto per nomadi digitali.

Il suo scopo è permettere a professionisti extra-UE di risiedere legalmente in Spagna mentre lavorano da remoto, tramite mezzi digitali, per aziende con sede fuori dal territorio spagnolo. La richiesta segue la procedura accelerata della Legge 14/2013, con tempi brevi e tramite un'unità specializzata, ciò che la distingue dal regime generale sull'immigrazione.

2. Chi può richiederlo

I cittadini di paesi terzi (fuori da UE, SEE e Svizzera) possono richiederlo in due categorie:

  • Lavoratori dipendenti: persone che prestano servizi per una o più aziende situate fuori dalla Spagna. L'azienda deve autorizzare espressamente il lavoro da remoto dalla Spagna.
  • Lavoratori autonomi (freelance): professionisti che lavorano per aziende in tutto il mondo. Possono anche fatturare ad aziende spagnole, purché tale lavoro non superi il 20 % della loro attività professionale complessiva.

Nota: i cittadini UE/SEE/Svizzera non hanno bisogno di questo visto: godono di libera circolazione e soggiorno. Lo strumento è pensato esclusivamente per cittadini di paesi terzi.

3. Requisiti nel 2026

  1. Esistenza reale e continuativa dell'azienda o del gruppo a cui il lavoratore è legato, da almeno 1 anno.
  2. Rapporto di lavoro o professionale pregresso di almeno 3 mesi prima della richiesta, e attività eseguibile da remoto.
  3. Qualifica: laurea o titolo post-laurea di università di riconosciuto prestigio, formazione professionale o business school, oppure esperienza professionale di almeno 3 anni nel settore.
  4. Mezzi economici sufficienti (vedi punto 4).
  5. Assicurazione sanitaria con copertura completa in Spagna (o copertura pubblica ove applicabile).
  6. Copertura previdenziale: certificato di copertura (in presenza di accordo bilaterale e mantenimento del regime di origine) o iscrizione alla Previdenza sociale spagnola.
  7. Certificato del casellario giudiziale e dichiarazione di assenza di precedenti negli ultimi 5 anni.
  8. Pagamento della tassa amministrativa corrispondente.

4. Mezzi economici richiesti

Il richiedente deve dimostrare redditi pari ad almeno il 200 % del salario minimo (SMI). Prendendo come riferimento lo SMI 2025 (1.184 €/mese su 14 mensilità, circa 16.576 €/anno), la soglia si aggira sui 2.760 €/mese (circa 33.000 €/anno).

  • Primo familiare ricongiunto: + 75 % dello SMI (≈ 1.035 €/mese in più).
  • Ogni familiare aggiuntivo: + 25 % dello SMI (≈ 345 €/mese in più).

Importante: lo SMI viene aggiornato ogni anno, quindi le cifre sopra indicate sono orientative. Conferma sempre lo SMI in vigore al momento della richiesta e documenta i redditi con contratti, buste paga, fatture ed estratti conto.

5. Le due vie: visto o autorizzazione di soggiorno

Esistono due percorsi a seconda di dove ti trovi all'inizio dell'iter:

  • Visto per telelavoro internazionale (dal paese d'origine): si richiede al consolato spagnolo. Ha validità fino a 1 anno e abilita a risiedere e iniziare a lavorare; prima della scadenza si può richiedere l'autorizzazione di soggiorno.
  • Autorizzazione di soggiorno (dalla Spagna, trovandosi legalmente nel paese, ad es. come turista): gestita dall'UGE-CE (Unità Grandi Imprese e Collettivi Strategici). Viene concessa per un massimo di 3 anni (o per la durata dell'attività se inferiore) ed è rinnovabile per periodi di 2 anni.

6. Procedura e tempi

La gestione tramite l'UGE-CE è uno dei grandi vantaggi di questa via:

  • Presentazione telematica della richiesta e dei documenti (con apostilla e traduzione giurata ove richiesto).
  • Decisione entro un massimo di 20 giorni lavorativi.
  • Silenzio amministrativo positivo: se l'Amministrazione non decide nei tempi, la richiesta si intende accolta.
  • Dopo la concessione, occorre richiedere la Carta d'Identità per Stranieri (TIE) e registrare la residenza (empadronamiento).

7. Il vantaggio fiscale: regime degli impatriati (Legge Beckham)

Chi ottiene il visto per nomadi digitali e diventa residente fiscale in Spagna (più di 183 giorni l'anno) può, se soddisfa i requisiti, optare per il regime speciale degli impatriati dell'articolo 93 LIRPF, la celebre Legge Beckham: essere tassato come non residente con aliquota fissa del 24 % fino a 600.000 € di redditi da lavoro nell'anno del trasferimento e nei cinque successivi.

La stessa Legge Startup ha esteso questo regime proprio ai nomadi digitali. L'opzione si esercita tramite il Modello 149 nei termini, mentre la dichiarazione annuale si presenta con il Modello 151. Lo spieghiamo in dettaglio nella nostra guida sulla Legge Beckham e il regime degli impatriati.

📌 Consiglio: il permesso (immigrazione) e l'opzione fiscale (Beckham) sono procedure distinte con scadenze diverse. Pianificarle insieme evita di perdere l'opzione del 24 % lasciando scadere il termine del Modello 149.

8. Ricongiungimento familiare

Il titolare può portare la famiglia in modo congiunto o successivo: coniuge o partner registrato, figli minori o a carico e ascendenti a carico. Basta dimostrare i mezzi economici aggiuntivi indicati al punto 4 e il legame familiare. I familiari ottengono un'autorizzazione collegata a quella del titolare.

9. Errori frequenti

  • Richiedere con un rapporto di lavoro o professionale di meno di 3 mesi o con un'azienda di meno di 1 anno.
  • Non documentare correttamente i redditi (mancano buste paga, fatture o estratti conto sufficienti).
  • Superare il 20 % di fatturazione ad aziende spagnole nella categoria autonomo.
  • Documenti esteri senza apostilla dell'Aia o senza traduzione giurata.
  • Confondere il visto (1 anno, dal consolato) con l'autorizzazione (3 anni, dalla Spagna) e scegliere la via sbagliata.
  • Dimenticare la pianificazione fiscale e perdere l'opzione Beckham presentando il Modello 149 in ritardo.

10. Checklist pratica

  • ✅ Passaporto in corso di validità e cittadinanza di paese terzo.
  • ✅ Contratto o rapporto professionale di oltre 3 mesi con un'azienda di oltre 1 anno.
  • ✅ Lettera dell'azienda che autorizza il lavoro da remoto dalla Spagna (dipendenti).
  • ✅ Titolo qualificante o 3 anni di esperienza documentata.
  • ✅ Prova di redditi ≥ 200 % dello SMI vigente (+ supplemento per familiare).
  • ✅ Assicurazione sanitaria con copertura completa in Spagna.
  • ✅ Copertura previdenziale (certificato o iscrizione in Spagna).
  • ✅ Certificato del casellario giudiziale apostillato e tradotto.
  • ✅ Scegliere la via (visto vs. autorizzazione) e pianificare il Modello 149 per la Legge Beckham.

Come ti aiuta Satya Legal

In Satya Legal accompagniamo professionisti e aziende lungo tutto il processo: analisi preliminare di fattibilità, preparazione e presentazione della richiesta presso l'UGE-CE, ricongiungimento familiare e, soprattutto, la pianificazione fiscale combinata con il regime degli impatriati per sfruttare al meglio l'aliquota del 24 %. Se inoltre opererai dalla Spagna tramite una società propria, ti aiutiamo con la costituzione aziendale e la consulenza legale e fiscale continuativa.

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